ITALIA VIVA TRENTINO: RIFORMIAMO LA NOSTRA AUTONOMIA (AMMINISTRATIVA)
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 21 Gennaio, 2022 @ 9:12 amAutonomia Amministrativa? No raga, la nostra Autonomia deve essere innanzi tutto AUTONOMIA DI PENSIERO, nel senso che “dobbiamo e possiamo pensare senza vincoli di sorta”. E non “pensare da sei” come faceva qualche studentello assolutamente mediocre il quale affermava di volere “studiare da sei”.
Qui da noi, nel nostro little but great territorio, possono e devono ben nascere IDEE GRANDI, proposte per il livello nazionale e UE. Infatti, se la nostra Autonomia fosse interpretata in senso limitativo, anzichè arricchirci ci impoverirebbe. Concentriamoci pure sui nostri problemi locali, ma NON DIMENTICHIAMO DI PROPORRE SOLUZIONI A LIVELLO STATALE E UE.
Infatti quella Politica alla fine ha effetti su ognuno di noi. E noi, allenati nella palestra amministrativa e politica della nostra Auronomia Speciale, possiamo a buona ragione scalare anche la parete verticale della politica Statale e UE
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STORIA MAESTRA DI VITA …
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 20 Gennaio, 2022 @ 7:08 am… ma noi non siamo sempre alunni diligenti.
Luciano Canfora, “Tucidide e il colpo di stato”, Il Mulino Ed. 2021 – Un libro difficilissimo, vi avverto. Lo sto leggendo ed apprendo la notizia dell’ esiguo livello di partecipazione al voto nelle elezioni amministrative in corso. Quale il nesso che colgo?
Atene, V secolo a. C.: l’ordinamento di quella città-stato-impero era tale “che nulla, a rigore, ostava all’eventale emergere della pretesa del demo (cioè di quella minoranza numerica che frequenta l’assemblea) di fare quello che vuole, poiein o ti bouletai”. Da qui la demo-crazia come strapotere di una parte esigua del popolo che “nasce dalla mancanza di veri leader capaci di instaurare un equilibrio tra guidare ed essere guidati”.
Mi viene alla mente il tentativo di un certo movimento, per fortuna degli Italiani bloccato da MATTEO RENZI, di trasformare “democraticamente” la democrazia parlamentare in democrazia diretta, cioè in una oligarchia.TV, una frase in diretta di un tale … jr, figlio di suo padre … sr: “Presto il parlamento non servirà più”.
La scarsa partecipazione al voto, il disinteresse o anche la semplice distrazione rispetto alla Politica rappresenta un pericoloso vulnus alla Democrazia.
Le parole sono pietre, scriveva Don Lorenzo Milani ad una professoressa. E la parola “democrazia” oggi significa potere “del” popolo. Precedentemente il termine significava “strapotere del popolo” (v. il libro di Canfora citato). Ancor prima aveva significato potere “sul” popolo e il democrator era il dittatore: vediamo di non regredire nel significato e nella sostanza e andiamo a votare, sempre ed eleggiamo “anche” le Donne!
L’avvento del fascismo: Gaetano Salvemini, “Le origini del fascismo in Italia” e Riccardo Nencini, “Solo” (la vita di Giacomo Matteotti): disattenzione delle masse, pochi manipoli aggressivi e si regredì al primo significato, in balìa del democrator di turno.
Storia maestra di vita: cerchiamo di essere alunni diligenti.
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PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO E COMUNE CAPOLUOGO: POTERE E RESPONSABILITA’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 16 Gennaio, 2022 @ 6:21 am(Questo è stato il tema del mio intevento al NATALE RIFORMISTA di ITALIA VIVA TRENTINO del 29 dicembre 2021).
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Il potere dovrebbe essere sempre unito alla responsabilità. Purtroppo talvolta accade il contrario, come nel caso del rapporto fra i due Enti Pubblici del titolo, RAPPORTO CHE VA RIFORMATO. La Provincia, collettore finanziario, tende ad agire nel merito al posto del Comune Capoluogo in ambiti che invece sarebbero tipicamente comunali, quali il passante ferroviario, il nuovo ospedale, l’università, la cabinovia alla montagna cittadina, il concertone rock, con decisioni “di potere” che nella sostanza di fatto scaricano su altri “la responsabilità”.
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Per superare questa situazione occorre rifarsi ad alcuni concetti:
1) quello del titolo, e cioè che il potere va sempre unito alla responsabilità e viceversa;
2) applicare alla nostra Città Capoluogo lo schema della città metropolitana non tanto quanto ad estensione della sua area geografica di azione quanto alla gamma dei suoi interventi;
3) estendere il sistema di attribuzione di risorse finanziarie direttamente ai comuni, come in una qualche misura accade con i fondi del PNRR;
4) applicare il principio di sussidiarietà: non faccia l’Ente Successivo ciò che può fare meglio e prima l’Ente Precedente.
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Dice … ma in molti casi (ad esempio: passante ferroviario) la Provincia ha dihiarato di avere aperto con il Comune “tavoli paritetici”.
Rispondo: paritetici forse quanto al numero dei partecipanti, ma fino a quando la Provincia detiene il rubinetto della finanza la pariteticità non esiste. E se mi sabglio mi corigerete.
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I FONDI DEL PNRR E IL CARO ENERGIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2022 @ 9:08 pmBollette quadruplicate.
Solo due anni fa il M5S programmava di eliminare l’estrazione del gas dai nostri mari. Ora propone di raddoppiarla. Bravi M5S e bravi i vostri alleati!
Se ho ben capito dal TG, il caro energia assorbe circa 100 mildi, cioè grosso modo la metà dei fondi del PNRR.Occorre attivare subito un “Piano Finanziario B” che affianchi il PNRR con l’indirizzamento VOLONTARIO della ricchissima finanza privata ed estera verso il nostro settore pubblico, attraverso l’emissione di TITOLI RENDITA IRREDIMIBILI non di debito i quali al contempo 1) danno un rendimento maggiore ai sottoscrittori; 2) diminuiscono l’indebitamento pubblico; 3) aumentano la liquidità del Tesoro destinabile ad investimenti produttivi (anche di nuova energia!)
CIFRE NON AGGIORNATE MA OK QUANTO ALL’ORDINE DI GRANDEZZA:
debito pubblico 2700
PIL 1700
Ricchezza privata italiana 4700
di cui nei c/ bancari 1700
Titoli pubblici debito scadente p. a. 450
Fondi PNRR 220
Costo caro energia 100
Si dice: “In uno/due anni raddoppieremo la produzione di gas”. Ma le imprese hano bisogno ORA, per non chiudere, quindi ….. il Tesoro emetta subitoTitoli Irredimibili Rendita in sostituzione ovviamente volontaria delle tranche di titoli di debito in scadenza e assorba il caro energia delle imprese!
Il 20 agosto 2020 Banca Intesa S.Paolo ha emesso 1,5 mildi di suoi Irredimibili ed ha avuto richieste di acquisto per 6.5 mildi!
Firmato: Riccardo Lucatti, Coordinatore del Tavolo Tematico Finanza ed Economia Mista di ITALIA VIVA TRENTINO.
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CABINOVIA TRENTO-MONTE BONDONE PERCHE’
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 15 Gennaio, 2022 @ 6:36 amLA CITTA’
– Un diritto, per una città di montagna.
– Un’opportunità, per una città turistica.
– Collega un suo quartiere alto ed un suo parco alto alla città.
– Attiva la fruibilità sociale per bimbi e anziani “a mezza montagna”.
– Trasporta su cavo e non su gomma.
– Induce il completamento della rete metanifera.
– Esalta il ruolo proponente della Città Capoluogo.
IL TURISMO
– E’ un complemento del sistema sciistico.
– E’ un anello del sistema regionale delle piste ciclabili.
– Cattura decine di migliaia di cicloturisti.
– Si integra con il sistema cicloturistico della Busa e del Lago di Garda.
– E’ la base per la sistemazione ciclabile Busa-Passo San Giovanni.
– Genera il primo esempio di “turismo 12 mesi”(anche in primavera e autunno!).
– Valorizza la risorsa naturale “dislivelli” anche in assenza di neve.
MOBILITA’ SOSTENIBILE
– E’ un elemento culturale che spinge verso la mobilità sostenibile anche in città.
– E’ in accordo con le linee guida del PNRR.
STRATEGIA TURISTICA PER IL FUTURO
– E’ la risposta al crescente fenomeno del ciclo turismo (soprattutto con e-bike).
– Tende a replicare il modello Tirol Bike Safari (750 km di ciclo discese in rete).
– E’ la catalizzatrice di un progetto bi-provinciale TSTBS- Trentino Sud Tirolo Bike Safari.
– E’ uno stimolo per la provincia di Bolzano a collaborare al progetto TSTBS.
A LIVELLO EUREGIO
– Il TSTBS è il miglior contributo al progetto Euregio si integrazione dei sistemi ciclabili transfrontalieri.
LA FINANZA E LA GESTIONE
– Può essere realizzata in Project Financing.
– Può essere realizzata con i fondi PNRR.
– Può essere realizzata da una SpA mista pubblico privata.
– Può essere realizzata da una SpA multiservice per recuperare sul piano fiscale.
– Può attivare l’emissione di BOC-BOP-BOR (Buono ordinari Comunali, PAT, Regionali).
PERCHE’?
– Ma allora, perché no?
Firmato: Riccardo Lucatti, Coordinatore dei Tavoli Tematici di Lavoro di ITALIA VIVA TRENTINO
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FUNIVIA TRENTO-MONTE BONDONE ovvero LA NUOVA ETA’ DEI COMUNI (CAPOLUOGO) – Intervista a me stesso
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 11 Gennaio, 2022 @ 11:25 amDICE … QUAL E’ IL TUO PENSIERO AL RIGUARDO?
Una grande città capoluogo alpino (per essere “alpino” è grande!), l’unica senza la sua funivia, la quale invece …… serve alla città, per renderla ancor più turistica e per collegarla con un suo meraviglioso parco;… serve al quartiere Bondone, per essere collegato alla città;… serve per enitare il traffico su gomma in montagna;… serve per stimolare l’allacciamento della montagna alla rete metanifera;… serve per dare l’avvio al prodotto turistico Trentino Alto Adige Bike Safari;… serve anche per la stagione sciistica del Monte Bondone.
DICE … MA LA PROVINCIA NON HA INSERITO L’OPERA FRA QUELLE FINAZIABILI DEL PNRR!
E brava la Provincia (tono ironico): ha preferito programmare interventi a pioggia … a pioggia di voti sparsi e “punire” una città che non l’ha votata!
DICE … MA CI SONO FONDI DEL PNRR CHE POSSONO ESSERE DESTINATI DIRETTAMENTE AI COMUNI.
Si, ma quanti? Quando? Chi li ha “frenati”?
DICE … MA ALLORA, COME SI PUO’ FARE?
Esiste il Project Financing; la Spa mista pubblico privata meglio se “multiservizi con recupero delle imposte da versare allo Stato”; i BOC-Buoni Ordinari Comunali.
DICE … MA OLTRE AI SOLDI, SERVE UN PROGETTO INGEGNERISTICO.
No, non è quello il problema! Oltre ai soldi serve il progetto di general management.
DICE … MA CHI DEVE/PUO’ PRENDERE L’INIZIATIVA?
Il Comune che deve reclamare di essere “slegato ” dal governo provinciale.
DICE … ANCHE SE SI TRATTA DI UNA INIZIATIVA CHE MIRA A REALIZZARE ANCHE UN PROGETTO REGIONALE?
Si.
DICE … MA LA PROVINCIA E’ L’ENTE SUPERIORE, IL COMUNE INFERIORE. E PoI C’E’ LA REGIONE …
No, la provincia è solo l’Ente successivo, il Comune è l’Ente Originario/Precedente e il principio di sussudiarietà recita “Non faccia l’Ente Successivo ciò che può fare meglio e prima l’Ente Precedente”. Figuriamoci poi quando l’Ente Precedente è anche Originario!
DICE … SI, MA LA REGIONE?
La regione è l’Ente assente, ma deve essere coinvolta come Euregio.
DICE … MA IL TUO … NON TI PARE UN PROGETTO UN PO’ TROPPO STRAORDINARIO?
Una risposta straordinaria si impone a fronte di una emergenza straordinaria: dobbiamo inventarci il futuro! La semplice gestione non è fare Politica, bensi è solo fare politica.
DICE … MA NON TI SEMBRA DI ESSERE TROPPO AMBIZIOSO?
No, un mio trisavolo con la sua ambizione ha scoperto l’America.
DICE … LA TUA MI SEMBRA UN’UTOPIA.
Esatto. Utopia = obiettivo semplicemente “non ancora” raggiunto. Guai nella vita a non avere utopie!
Firmato: Riccardo Lucatti, responsabile del Tavolo Tematico di Lavoro “Finanza ed Economia Mista” di Italia Viva Trentino.
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fare Politica è bello!
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 7 Gennaio, 2022 @ 7:48 amSpesso si sente dire “Ah … la politica … per carità!” Peccato che coloro che si esprimono così non possano “vedere” le loro parole, perchè in tal caso vedrebbero che la “p” della loro politica è una lettera minuscola. Io invece, qui, la scrivo, così si vede bene che uso la P maiuscola: fare Politica è bello!
Ma innanzi tutto diciamo “cosa” è la Politica: il termine è un aggettivo sostantivato che deriva dalla locuzione teknè politikà dell’antica Grecia: la tecnica, l’arte di occuparsi della polis cioè della città stato cioè di una “cosa” (anche) propria.
Fare Politica è bello come è bello occuparsi anche di altre “cose” proprie: la crescita dei figli, l’assistenza agli anziani genitori, il volontariato, pulire ed oliare l’amata bicicletta, riordinare la propria casa, far quadrare al primo colpo i conti di una associazione di cui siete tesoriere, fare bene il proprio lavoro, etc..
Fare Politica significa occuparsi del pianeta terra, o almeno di una parte di esso.
Fare politica significa occuparsi del mondo, o almeno di una parte delle relazioni che lo compogono.
Fare Politica significa occuparsi del futuro delle generazioni più anziane e di quelle giovani.
Fare Politica significa trasformare un bene pubblico (o collettivo che dir si voglia) in un Bene Comune, cioè in un Bene alla cui realizzazione tutti abbiano personalmente contribuito.
Fare Politica significa ridurre le disuguaglianze, rimettere in moto l’ascensore sociale e quello civile.
Fare Politica significa avere sempre una visione d’insieme e prospettica e non vivere delle percezioni sensoriali del momento.
Fare Politica significa “dare”, non “prendere”.
Fare Politica significa mettere a disposizione degli Altri la propria esperienza e professionalità, non le proprie improvvisazioni.
Insomma, l’elenco potrebbe continuare ma lascio spazio alle mie lettrici ed ai miei lettori. Grazie se anche voi che mi leggete farete Politica. Buona giornata e buona Politica a tutte e a tutti.
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FUNIVIA TRENTO-MONTE BONDONE
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 5 Gennaio, 2022 @ 9:14 pmLeggo e, sia pure con un distinguo, condivido l’intervento di Alex Benetti, Presidente della Circoscrizione Bondone, su l’Adige 5 gennaio 2022 pag. 20, là dove afferma la necessità di rivitalizzare molte strutture abbandonate o trascurate. Il “distinguo” consiste nel fatto che la Funivia non sottrae energie agli altri interventi, bensì al contrario stimola i privati ad investire in una zona ben servita da un accesso a fune, soprattutto se ad esso si accompagna l’estensione a quell’area della rete metanifera.
Al contempo, il settore pubblico, proprietario di molte strutture dismesse da decenni, potrebbe venderle ai privati ad un prezzo che fosse stimolante per i loro ulteriori investimenti. Così facendo inoltre il pubblico arricchirebbe la propria finanza che potrebbe essere destinata a cofinanziare la realizzazione dell’impianto funiviario. Del resto, l’ipotesi della vendita dell’enorme patrimonio immobiliare è un aspetto che riguarda tutti gli enti pubblici per cifre pari ad alcune centinaia di miliardi: si tratterebbe quindi di dare il buon esempio.
Prima la Funivia, anche perché non rappresenterebbe non solo il pur dovuto collegamento di un quartiere e di un parco cittadino al loro centro che a sua volta ne sarebbe arricchito; e nemmeno solo un servizio allo sport invernale, bensì anche in quanto soprattutto potrebbe – anzi potrà – innescare la creazione del progetto di destagionalizzazione di tutte le stazioni sciistiche regionali con la creazione del Trentino Alto Adige Bike Safari, analogamente a quanto già realizzato in Austria con il suo Tirol Bike Safari che ha messo in rete 750 km di ciclo discese. Trattandosi di un progetto destinato a diventare regionale si potrebbe iniziare a coinvolgere anche Bolzano, la quale, del resto è già intervenuta in una iniziativa “trentina” (Interbrennero).
Ancora: la Funivia Trento-Monte Bondone, in parallelo alla sistemazione della risalita ciclabile dalla Busa del Garda alla Valle dell’Adige, collegherebbe il nostro sistema delle piste (e del turismo!”) ciclopedonale con il sistema della Ciclabile del Lago di Garda e viceversa, attribuendo un preciso significato strategico al rilevante investimento fatto dalla nostra provincia (23 milioni) per il completamento di quell’opera – pur strategica anche per noi – che però si snoda per la stragrande parte del suo percorso sul territorio di altre due regioni.
Il finanziamento della Funivia (purtroppo inspiegabilmente non inserita dalla Provincia fra quelle finanziabili con i fondi del PNRR) potrebbe avvenire in vari modi: con il Project Financing; attraverso una SpA comunale pubblico-privata multiservizi per avvalersi degli utili di singole società in attivo, le quali oggi riversano queste risorse al fisco statale; si potrebbero attivare i BOC, BOP, BOR – Buoni Ordinari Comunali, Provinciali, Regionali a valere sull’art. 5 della L. n. 724 del 23-12.94 i quali garantiscono un rendimento superiore di un punto rispetto ai titoli di debito statali e sono convertibili in azioni (eventualmente anche privilegiate) della relativa società di scopo, titoli che potrebbero ben essere sottoscritti anche da imprenditori non residenti e dai turisti, soprattutto se il loro rendimento fosse garantito da un pool di banche locali.
Una iniziativa simile può ben partire dall’Ente Territoriale “primario”, il Comune capoluogo, anche perché il principio di sussidiarietà recita: “Non faccia l’ente successivo ciò che può fare meglio e prima l’ente precedente”.
Come si vede gli aspetti da considerare e gli strumenti attivabili sono molti. Si tratta di esaminarli ed affrontarli nella giusta sequenza e in un’ottica di sistema attuale e soprattutto prospettico.
Riccardo Lucatti, Responsabile del Tavolo Tematico di Lavoro “Finanza ed Economia Mista” di Italia Viva Trentino.
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IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, IL PCM: LA CREDIBILITA LORO E DELL’ITALIA
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 3 Gennaio, 2022 @ 7:31 amAUTORITA’ E INDIVIDUO, un libro di Bertrand Russel. Io invece voglio parlarvi di AUTORITA’ E AUTOREVOLEZZA: la prima te la conferiscono gli altri, la seconda o ce l’hai di tuo o non c’è niente da fare. MARIO DRAGHI ha autorevolezza, RENZI e MATTARELLA gli hanno dato autorità.Dall’unione dell’autorevolezza con l’autorità scaturisce la CREDIBILITA’.
La credibilità deve essere la prima caratteristica del nuovo Presidente della Repubblica. Lo stesso ragionamento vale per il PCM – Se resta Draghi, non c’è problema. Se Draghi sale al Colle, il problema si pone.
All’età di soli 32 anni – dirigente da due – diventai responsabile della Finanza Italia della STET (Torino-Roma), la più grande spa finanziaria del paese. Ricordo le nostre principali spa controllate: SIP, SIT SIEMENS, ITALTEL, ELSAG, SELENIA, SIRTI, SGS ATES, ILTE, CSELT. La maggiore era la SIP (telefonia). Noi operavamo con tutte le banche italiane ed estere presenti sul territorio nazionale: avevamo bisogno di molti finanziamenti. Erano anni molto difficili per noi: tariffe bloccate e feroce stretta creditizia e finanziaria. Tuttavia ce l’abbiamo fatta. Una ragione del nostro successo fu la nostra credibilità anche personale. Il mio capo diretto poi, il Dr. RUGGERO CENGO ROMANO (classe 1934) era quello che oggi è Draghi: preparazione, coerenza, serietà, credibilità assolute. Io … io molto, molto meno di lui, avevo la credibilità che mi derivava dall’educazione familiare e da cinque anni di preparazione in ogni settore bancario-finanziario all’interno di una grande, grande banca, la Banca Commerciale Italiana.
Un nuovo interlocutore, poi diventato amico, GIANCARLO GLODER, fondatore della COMPAGNIA PRIVATA DI FINANZA E INVESTIMENTI – Milano, la prima e più autorevole finanziaria privata dell’epoca, un giorno mi disse: “Vede, dottore, nel nostro settore per operare occorre innanzi tutto credibilità personale. Le garanzie reali che possiamo offrire vengono solo dopo, molto dopo”.
(La figlia, Paola Gloder, ha operato quale imprenditrice del “Brunello” nella tenuta di Poggio Antico al Passo del Lume Spento, fra Montalcino e S. Angelo in Colle (SI), il paesino che ha dato i natali al mio babbo: come è piccolo il mondo!)
Ai nostri Presidente della Repubblica e PCM, chiunque essi possano essere, auguro che non manchi mai la CREDIBILITA’.
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TRENTO – F1 e F2
pubblicato da: Riccardo Lucatti - 28 Dicembre, 2021 @ 6:50 amF1, il passante ferroviario per la città. Un progetto ed un problema molto complesso. F2, la funivia Trento-Monte Bondone.
Mi si dice … ora si deve risolvere F1, poi ci penseremo. Osservo: si tratta di due problemi molto diversi innanzi tutto quanto a percezione da parte della popolazione:
– il primo comporta un possibile, immediato, sconvolgimento di aree cittadine con una immediata reazione della popolazione (positiva o negativa) anche sul piano del consenso politico;
– il secondo viene percepito come meno impattante, memo urgente.
Il mio pensiero è che i due problemi/progetti debbano essere affrontati e risolti in parallelo e non in serie. Infatti, ferma restando la rilevanza immediata del primo, vi deve essere una “immediata rilevanza prospettica” in capo al secondo, nel senso che se il primo è visto dalla popolazione soprattutto come un problema dell’oggi, occorre far sì che il secondo sia immediatamente percepito dalla popolazione per quello che è, e cioè come lo strumento per la crescita futura del Sistema Trentino.
Infatti, ferma restando l’ammirazione e il consenso per l’azione di chi opera a livello statale per le soluzioni “immediate” a sostegno dei danni immediati della pandemia, chi governa la finanza per investimenti della “SpA Italia” e della “SpA Trentino” non può non avviare inizitive nuove, straordinarie per la ricostruzione straordinaria della struttura finanziaria e produttiva.
– Sul piano finanziario osservo che il PNRR statale e le sue proiezioni locali probabilmente non saranno sufficienti di fronte al ripetersi di n ondate di questa pandemia (come anche di altre possibili pandemie), e quindi insisto
– per la canalizzazione volontaria della ricchissima finanza privata italiana ed estera verso il nostro settore pubblico attraverso l’emissione di Titoli Irredimibili di Rendita che generano maggiore finanza e Contemporaneamente minor debito pubblico;
– per l’avvio immediato, a fronte di crisi nuove, di progetti nuovi, quale ad esempio localmente può essere il nuovo prodotto turistico Trentino Alto Adige Bike Safari, sull’esempio austriaco del Tirol Bike Safari (14 funivie in rete per 750 km di ciclodiscese), progetto che può ben essere attivato con la realizzazione della Funivia Trento-Monte Bondone.
E se mi sbaglio mi corigerete.
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